Vengo anch’io? No, tu no

Quel che è accaduto ai margine dell’ultimo Consiglio Federale, tenutosi a Padova, é l’esempio lampante di come questo Consiglio Federale sia  ben lontano dalle promesse fatte durante la campagna elettorale, quando Pietro Bruno Cattaneo, il “nuovo” presidente FIPAV, ribadiva la sua intenzione di rendere i territori sempre più partecipi e coinvolti nelle attività e decisioni federali.

Questo l’incipit del progetto elettorale pubblicato anche sul sito ufficiale di Cattaneo presidente: “La Federazione Italiana Pallavolo ha raggiunto un livello di performance e di risultati di eccellenza, soprattutto grazie al contributo essenziale delle Società sportive che ne fanno parte e ne rappresentano l’ossatura. Il riconoscimento di questa centralità delle Società, e dei territori che rappresentano, deve essere il punto imprescindibile di ogni attività della FIPAV.

Occorre quindi ritornare a dialogare, programmare, decidere e confrontarsi con i territori, con i Comitati Regionali e i Comitati Territoriali, per elaborare progetti di sviluppo e di crescita del movimento.
Ebbene, questo avvicinamento ai territori “come elemento distintivo di quello che ci siamo impegnati a fare” ha bisogno di un distinguo perché risulta che solo determinati territori, solo i presidenti regionali “fedelissimi”, sono stati invitati a una sorta di consulta ristretta. Altri territori, quelli considerati “nemici” o meglio, non ancora assimilati al “nuovo” “governissimo” federale, sono rimasti fuori dalla porta. Anzi, nemmeno invitati. L’iniziativa pare sia partita dal tessitore Adriano Pucci Mossotti, Presidente del Comitato Regionale Lombardia, che ha radunato i più fedeli escludendo gli altri dal confronto.

La certezza che ne arriva è che, a dispetto di quanto dichiarato e sbandierato, trasparenza e coinvolgimento di tutte le realtà locali nei processi decisionali sono ancora ben lontani.