Dalle promesse elettorali alla realtà dei fatti

Una settimana o, al massimo, dieci giorni: tanto é durata la promessa della “nuova” Fipav di Bruno Cattaneo in tema scuola.

Andando infatti a riprendere le promesse fatte in tempo di voto si legge testualmente dal programma di Cattaneo: “Occorre incentivare fortemente l’attività nel settore della scuola e in quello promozionale, dando vita a un lavoro sempre più intenso per far sì che i giovani e giovanissimi passino dall’attività scolastica a quella sportiva. Un ruolo centrale nel programma di gestione della Federazione deve essere garantito alla scuola, da sempre culla di tutta la nostra attività”.

Fin qui i buoni propositi, poi nella realtà accade che la “nuova” Fipav il 12 aprile scorso con una lettera inviata al Miur (Ministero Istruzione Università e Ricerca) e al Coni firmata dal segretario generale Alberto Rabiti, comunichi che “la Federazione non prenderà parte all’organizzazione delle Finali Nazionali dei Campionati Studenteschi di Pallavolo del corrente anno scolastico”.

La Fipav, che nelle passate edizioni era sempre stata parte attiva, ne fa una questione di “tempi e modalità per una congiunta analisi delle necessità” per giustificare il passo indietro. Ma fa una concessione: il “nostro Comitato Regionale Abruzzo potrà esclusivamente fornire lo staff arbitrale, le cui spese di viaggio, vitto e alloggio, saranno comunque a carico del Comitato organizzatore”.
Praticamente una società di servizi, non un ente che promuove il volley: con tanti saluti agli incentivi nel settore scuola e al programma elettorale.

Con il beach volley e con la scuola, quindi, Cattaneo è partito malino.