Articolo 17:  Cessazione di appartenenza alla FIPAV

Articolo 17:  Cessazione di appartenenza alla FIPAV

  1. Gli associati cessano di appartenere alla FIPAV nei seguenti casi:
  2. a) per recesso;
  3. b) per mancata riaffiliazione entro i termini previsti dal Regolamento Affiliazione e Tesseramento;
  4. c) per scioglimento volontario o derivante da provvedimento dell’autorità giudiziaria statale che ne determini la cessazione dell’attività;
  5. d) per inattività sportiva durante due stagioni sportive consecutive;
  6. e) per revoca dell’affiliazione deliberata dal Consiglio Federale nei soli casi di perdita dei requisiti previsti;
  7. f) per radiazione determinata da gravi infrazioni alle norme federali, comminata dagli Organi di Giustizia.
  8. Contro la revoca dell’affiliazione è ammesso ricorso alla Giunta Nazionale del CONI ai sensi dell’art. 7, comma 5 lettera n) dello Statuto del CONI.

In ogni caso di cessazione gli associati devono provvedere al pagamento di quanto ancora eventualmente dovuto alla FIPAV ed agli altri associati e non hanno diritto alla restituzione delle quote associative versate.

  1. I tesserati cessano di appartenere alla FIPAV nei seguenti casi:
  2. a) per mancato rinnovo annuale del tesseramento;
  3. b) per cessazione di appartenenza alla FIPAV delle rispettive società ed associazioni sportive;
  4. c) per decadenza, a qualsiasi titolo, dalla carica o per la perdita della qualifica che ha determinato il tesseramento;
  5. d) per radiazione, irrogata dagli Organi Giurisdizionali per gravi infrazioni alle norme federali.

 

Commento

Questo articolo disciplina l’uscita degli affiliati e dei tesserati dall’ordinamento sportivo. Questa circostanza può avvenire per varie ragioni.

Innanzitutto, le società e associazioni sportive possono esercitare il recesso dalla loro qualità di associate per la FIPAV, così come possono decidere di non affiliarsi nuovamente alla FIPAV.

Anche lo scioglimento della società o dell’associazione (sia volontario che imposto dall’autorità giudiziaria) determina il venir meno del legame con la Federazione.  Questa è l’ipotesi di estinzione del sodalizio sportivo che si estingue appunto per le cause previste nell’atto costitutivo e statuto ovvero perché è venuto meno lo scopo che ne ha determinato la costituzione o perché è diventato impossibile raggiungere detto scopo. Il verificarsi di una delle suddette cause, tuttavia, non determina ancora l’estinzione del club, ma colloca questo in uno “stato di liquidazione” e, pertanto, si dovrà provvedere ad esigere i crediti e a pagare i debiti previa vendita, se necessaria, dei beni della società e, solo quando tutti i debiti siano stati pagati, si determina la vera e propria estinzione dell’ente.

L’Assemblea delibera lo scioglimento del sodalizio e, contestualmente, provvede alla nomina dei liquidatori che sostituiscono gli amministratori negli adempimenti gestionali previsti in fase di liquidazione.

Se dopo le operazioni di liquidazione residua un attivo, questo sarà devoluto per finalità altruistiche di natura sportiva o, in mancanza, sarà destinato dalla pubblica autorità ad altri enti che perseguano scopi analoghi. È, comunque, da ritenersi esclusa una ripartizione del residuo attivo fra gli associati superstiti, incompatibile con la natura ideale e non economica degli scopi dell’associazione.

La norma prende poi in considerazione situazioni oggettive legate all’attività sportiva, come l’inattività sportiva durante due stagioni sportive consecutive ovvero la revoca dell’affiliazione disposta dal Consiglio Federale (che delibera, in base all’art. 37 dello Statuto, sulle domande di affiliazione delle società), nel caso in cui la società abbia perso i requisiti richiesti (si veda, in proposito, l’art. 9 dello Statuto e il Regolamento Affiliazione e Tesseramento FIPAV). Contro la revoca dell’affiliazione è ammesso il ricorso alla Giunta Nazionale del CONI che si pronuncia, previa acquisizione del parere del Collegio di Garanzia dello Sport.

Un’altra causa di cessazione di appartenenza alla FIPAV è la radiazione per gravi infrazioni alle norme federali che, in tale caso, deve essere comminata dagli Organi di Giustizia della Federazione. In proposito, l’art. 98 del Regolamento Giurisdizionale FIPAV prevede che “la radiazione consiste nell’esclusione dalla FIPAV in via definitiva e può essere inflitta per condotte, anche omissive, degli associati e dei tesserati della FIPAV, di tale gravità, che rendano inammissibile la permanenza del loro autore nell’ambito della FIPAV”.

I tesserati, invece, cessano di appartenere alla FIPAV per mancato rinnovo annuale del tesseramento e, di riflesso,  per cessazione di appartenenza alla FIPAV delle rispettive società ed associazioni sportive. In tale ultimo caso, il venir meno dell’appartenenza del club alla FIPAV determina automaticamente la decadenza del tesseramento, fatto salvo il diritto del soggetto interessato di effettuare un nuovo tesseramento per il tramite di un’altra società sportiva nei termini previsti dalle norme federali.

Altra ipotesi prevista dalla norma è la decadenza, a qualsiasi titolo, dalla carica che ha determinato il tesseramento. Si pensi alla perdita della qualità di socio di una società sportiva.

L’ultima ipotesi  prevista per i tesserati è la radiazione, irrogata dagli Organi di Giustizia, di cui si è detto sopra.